Riscaldamento e Caldaie

9 - 07 - 2009 | Categoria: Riscaldamento

Riscaldamento e Caldaie

articolo tratto da Bravacasa, anno 2000

Caldaie e scaldabagno sono più sicuri e facili da utilizzare, ma anche più rispettosi dell’ambiente. Il maggiore rendimento consente infatti il risparmio di energia e la riduzione delle emissioni nocive. In alluminio, acciaio e ghisa, i moderni radiatori, con nuove forme e vari colori, diventano inoltre splendidi protagonisti d’arredo. A chi rivolgersi per rifare l’impianto

Più sicurezza, maggiore comfort e minore inquinamento ambientale. Sono tanti i motivi per adottare un impianto di riscaldamento tecnologicamente nuovo. Se l’intervento è semplice (per esempio la sostituzione di una caldaia esistente con un modello analogo, ma più efficiente) ci si può rivolgere a un installatore idraulico iscritto alla Camera di Commercio o all’Albo provinciale delle imprese artigiane che, al termine dei lavori, deve rilasciare una dichiarazione di conformità alle norme di sicurezza.

Per progettare un sistema più complesso, come quello di una mansarda o di un’abitazione con grandi aperture vetrate (per esempio una veranda), è invece preferibile consultare un termotecnico. L’esperto valuta diversi fattori tra cui la temperatura media esterna,assistenza caldaie, il volume dell’abitazione, l’isolamento termico, le aperture (porte e finestre) e l’esposizione dei muri esterni e, di conseguenza, dimensiona caldaia e radiatori. La consulenza del termotecnico è peraltro obbligatoria per legge in ogni nuovo impianto, nella ristrutturazione e quando si interviene su una canna fumaria collettiva. In generale, in caso di ristrutturazione, è consigliabile far controllare dal progettista le dimensioni e il numero dei caloriferi, specie se si è notato che in qualche stanza c’è troppo freddo o troppo caldo.

I nominativi dei termotecnici abilitati si trovano presso gli Ordini degli ingegneri, i collegi provinciali dei periti e le associazioni dei progettisti quali l’Anta (Associazione nazionale termotecnici e aerotecnici, tel. 02/70000645) e l’Aicarr (Associazione italiana condizionamento aria, riscaldamento e refrigerazione, tel. 02/29002369).

Quale modello?
Le caldaie possono essere murali o a basamento. Le prime possono essere installate ovunque, anche dietro un pensile della cucina; le seconde sono più indicate per villette o abitazioni medio-grandi, nelle quali vengono inserite all’interno di appositi locali. Indipendentemente dal modello scelto, è bene assicurarsi, prima dell’acquisto, che in zona sia presente e attivo un centro di assistenza della marca di caldaia che si intende acquistare. Per abbinare al riscaldamento la produzione di acqua calda sanitaria si ricorre ad apparecchi di tipo combinato. Le soluzioni sono due: la produzione istantanea e quella ad accumulo.

Nel primo caso, aprendo il rubinetto, la caldaia si accende e inizia a riscaldare l’acqua; il flusso è sufficiente per la cucina e una doccia semplice (non basta invece per una doccia idromassaggio a getti multipli). Nelle abitazioni dove le necessità sono elevate (vasche idromassaggio, vari bagni che funzionano contemporaneamente) sono invece consigliate le caldaie ad accumulo in cui si riscalda l’acqua di un serbatoio (boiler), che contiene mediamente da 60 a 200 litri. Per andare a regime basta un quarto d’ora. Il flusso di acqua calda è abbondante, ma limitato solo alla capacità del serbatoio. Nella scelta, quindi, è meglio optare per una buona capacità (minimo 80-100 litri).

Camera aperta o chiusa?
In commercio vi sono due principali tipi di caldaia: a camera aperta (detta anche a tiraggio naturale) e a camera stagna (a tiraggio forzato). Le caldaie a camera aperta nei nuovi impianti devono essere collocate per legge all’esterno della casa o in appositi locali aerati ad esse destinati. Particolari modelli, dotati di sistemi di protezione dagli agenti atmosferici, possono essere sistemati sui balconi, anche al di fuori di armadietti o nicchie. È possibile installare un impianto di riscaldamento a camera aperta all’interno dell’abitazione solo per sostituirne una dello stesso tipo già precedentemente installata, e sono comunque vietati i bagni e le camere da letto.

Nel caso di una caldaia a camera aperta installata all’interno dell’abitazione, oltre al collegamento dell’apparecchio alla canna fumaria, deve essere realizzata un’apertura di ventilazione del locale di 0,4 mq.Una superficie così estesa si giustifica se si considera che un metro cubo di gas ha bisogno di 10-15 metri cubi d’aria per bruciare correttamente.
Più facile l’installazione delle caldaie a camera stagna, che possono trovar posto in qualsiasi locale, compresi il bagno e la camera da letto, perché il prelievo e l’espulsione dell’aria avviene direttamente dall’esterno. Infine, le caldaie a bassa emissione di agenti inquinanti possono essere installate con lo scarico a parete.

Caldaie a condensazione
Un utilizzo più razionale dell’energia è consentito dalle caldaie a condensazione che permettono un notevole risparmio energetico e producono un minore inquinamento: infatti le emissioni nocive si riducono fino al 70 per cento. Il costo iniziale di questo tipo di caldaie è superiore del 30-40 per cento rispetto a quelle tradizionali, costo che si ammortizza nell’arco di una stagione perché il rendimento è in media superiore del 10-15 per cento.

La tecnologia a condensazione è molto vantaggiosa per gli impianti a bassa temperatura (quelli cioè a pannelli sottopavimento) e per quelli che utilizzano radiatori di grande superficie. Essendo totalmente a tenuta stagna, possono essere inserite in qualsiasi ambiente domestico; è solo necessario prevedere un tubo di scarico dell’acqua di condensa, che può essere convogliata sia nella rete delle acque nere o bianche.

I radiatori
Costituiscono la parte a vista dell’impianto di riscaldamento e sono di vari materiali. Quelli in ghisa hanno un ottimo rendimento e rilasciano gradualmente il calore: ciò significa che se si apre la finestra per qualche minuto o se si interrompe l’afflusso dell’acqua al radiatore, la temperatura dell’ambiente si mantiene costante per lungo tempo.

Per la loro inerzia termica sono indicati negli impianti centralizzati e nei vecchi impianti.
I radiatori in acciaio e in alluminio, invece, si raffreddano velocemente ma, per contro, si riscaldano rapidamente, sono leggeri, facili da installare e di ingombro ridotto. Sono particolarmente indicati per gli impianti con caldaia autonoma e le seconde case, dove bisogna riscaldare in fretta l’ambiente appena si rientra a casa.
Rispetto a quelli in alluminio, i radiatori in acciaio offrono una maggiore varietà di forme.

Gli scaldabagno
Ecco alcuni consigli utili per l’acquisto forniti da Imq (Istituto italiano del marchio di qualità) che, dopo aver eseguito test di sicurezza sugli apparecchi, rilascia l’omonimo marchio. Gli scaldabagni alimentati a gas costano più di quelli elettrici, ma il prezzo viene ricompensato dai costi d’uso più contenuti: la fonte di energia è infatti più economica.

Scaldacqua istantaneo o ad accumulo? Dipende dal consumo di acqua. Scegliete lo scaldabagno in funzione del numero dei componenti la famiglia e delle consuetudini giornaliere. Tenete conto che il primo fornisce acqua calda senza limitazioni, ma è soggetto a variazioni di pressione dell’acqua. Per evitare questo inconveniente è bene scegliere modelli con dispositivo di variazione automatica di potenza (Vap) che permette di fornire acqua calda a temperatura costante. L’apparecchio ad accumulo, terminata la quantità di acqua calda del serbatoio, impiega in media due ore per riscaldarne un nuovo quantitativo.

Con lo scaldacquabagno, l’acqua, una volta aperto il rubinetto, impiega qualche secondo prima di raggiungere la temperatura desiderata (dipende da dove si trova l’apparecchio rispetto al rubinetto). È bene quindi installare lo scaldabagno vicino al punto di utilizzo per evitare inutili dispersioni di calore dell’acqua calda attraverso lunghe tubazioni.

Sistema comune, calorie separate. Gestione autonoma del calore non significa necessariamente impianto autonomo.In un condominio è infatti possibile realizzare notevoli risparmi energetici ripartendo le spese del riscaldamento non sui millesimi, ma conteggiando il calore effettivamente impiegato dai termosifoni.
Basta sostituire le tradizionali valvole con quelle termostatiche e in più disporre di un apparecchio che conteggia il calore utilizzato. Oggi, per legge, tutti i nuovi impianti devono essere dotati di valvole di termoregolazione e sistemi di contabilizzazione del calore.

Attenzione alla canna fumaria. Molto spesso si sostituisce una vecchia caldaia a tiraggio naturale con una nuova, più efficiente, ma sempre di tipo “naturale”.In questo caso sarebbe necessario raddoppiare la sezione della canna fumaria per garantire un corretto tiraggio ed evitare il pericolo di intossicazione da ossido di carbonio, responsabile degli ancor numerosi casi di inquinamento anche mortali. Visto che allargare il camino è quasi sempre tecnicamente impossibile, è allora consigliabile ricorrere a un modello a camera stagna, dotato cioè di ventilatore che si fa carico di espellere i fumi all’esterno dell’ambiente.

Impianti a gas e sicurezza: che cosa dice la legge

Al termine dei lavori di installazione e ampliamento dell’impianto, l’installatore deve rilasciare una dichiarazione di conformità, in cui attesta di aver realizzato le opere nel rispetto delle norme e dell’eventuale progetto. Deve anche verificare il corretto tiraggio della canna fumaria.

  • La caldaia o lo scaldabagno devono riportare il marchio di conformità alle norme Uni-Cig ed essere accompagnati da un libretto di istruzioni e dal libretto di impianto in cui si registrano le operazioni di manutenzione.
  • La responsabilità civile e penale dell’impianto è a carico dell’utente (proprietario o inquilino) oppure, per i grandi impianti, può essere delegata a un tecnico abilitato.La nuova legge entrata in vigore nell’aprile del 2000 conferisce la responsabilità del funzionamento del riscaldamento a una nuova figura professionale, il tecnico manutentore che esegue le verifiche e si assume la corresponsabilità della gestione dell’impianto.
  • Al momento dell’installazione è necessario effettuare una prova di combustione.Una volta all’anno è richiesta una manutenzione generale: pulizia del bruciatore, prova di tenuta, controlli dei dispositivi di sicurezza.Ogni due anni bisogna eseguire la verifica del rendimento della combustione.L’impresa che effettua la manutenzione (figura diversa dall’installatore) deve redigere un rapporto annuale di controllo, controfirmato dal proprietario dell’impianto, e deve inviarne inviarne copia all’ente competente, cioè al Comune o alla Provincia. Un contratto-tipo di manutenzione, che elenca tutte le operazioni obbligatorie, è disponibile presso le sedi Adiconsum.
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