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Riscaldamento e Caldaie
(articolo tratto da Bravacasa, anno 2000)
Caldaie e scaldabagno sono più sicuri e facili da utilizzare,
ma anche più rispettosi dell'ambiente. Il maggiore rendimento consente infatti
il risparmio di energia e la riduzione delle emissioni nocive. In alluminio,
acciaio e ghisa, i moderni radiatori, con nuove forme e vari colori, diventano
inoltre splendidi protagonisti d'arredo.
A chi rivolgersi per rifare l'impianto
Più sicurezza, maggiore comfort e minore inquinamento
ambientale.
Sono tanti i motivi per adottare un impianto di riscaldamento tecnologicamente
nuovo.
Se l'intervento è semplice (per esempio la sostituzione di una caldaia esistente
con un modello analogo, ma più efficiente) ci si può rivolgere a un installatore
idraulico iscritto alla Camera di Commercio o all'Albo provinciale delle imprese
artigiane che, al termine dei lavori, deve rilasciare una dichiarazione di
conformità alle norme di sicurezza.
Per progettare un sistema più complesso, come quello di una
mansarda o di un'abitazione con grandi aperture vetrate (per esempio una
veranda), è invece preferibile consultare un termotecnico.
L'esperto valuta diversi fattori tra cui la temperatura media esterna,
assistenza
caldaie, il volume dell'abitazione, l'isolamento termico, le aperture (porte
e finestre) e l'esposizione dei muri esterni e, di conseguenza, dimensiona
caldaia e radiatori.
La consulenza del termotecnico è peraltro obbligatoria per
legge in ogni nuovo impianto, nella ristrutturazione e quando si interviene su
una canna fumaria collettiva. In generale, in caso di ristrutturazione, è
consigliabile far controllare dal progettista le dimensioni e il numero dei
caloriferi, specie se si è notato che in qualche stanza c'è troppo freddo o
troppo caldo.
I nominativi dei termotecnici abilitati si trovano presso gli
Ordini degli ingegneri, i collegi provinciali dei periti e le associazioni dei
progettisti quali l'Anta (Associazione nazionale termotecnici e aerotecnici,
tel. 02/70000645) e l'Aicarr (Associazione italiana condizionamento aria,
riscaldamento e refrigerazione, tel. 02/29002369).
Quale modello?
Le caldaie possono essere murali o a basamento.
Le prime possono essere installate ovunque, anche dietro un pensile della
cucina; le seconde sono più indicate per villette o abitazioni medio-grandi,
nelle quali vengono inserite all'interno di appositi locali. Indipendentemente
dal modello scelto, è bene assicurarsi, prima dell'acquisto, che in zona sia
presente e attivo un centro di assistenza della marca di caldaia che si intende
acquistare.
Per abbinare al riscaldamento la produzione di acqua calda sanitaria si ricorre
ad apparecchi di tipo combinato.
Le soluzioni sono due: la produzione istantanea e quella ad accumulo.
Nel primo caso, aprendo il rubinetto, la caldaia si accende e inizia a
riscaldare l'acqua; il flusso è sufficiente per la cucina e una doccia semplice
(non basta invece per una doccia idromassaggio a getti multipli).
Nelle abitazioni dove le necessità sono elevate (vasche idromassaggio, vari
bagni che funzionano contemporaneamente) sono invece consigliate le caldaie ad
accumulo in cui si riscalda l'acqua di un serbatoio (boiler), che contiene
mediamente da 60 a 200 litri.
Per andare a regime basta un quarto d'ora. Il flusso di acqua
calda è abbondante, ma limitato solo alla capacità del serbatoio. Nella scelta,
quindi, è meglio optare per una buona capacità (minimo 80-100 litri).
Camera aperta o chiusa?
In commercio vi sono due principali tipi di caldaia: a camera
aperta (detta anche a tiraggio naturale) e a camera stagna (a tiraggio forzato).
Le caldaie a camera aperta nei nuovi impianti devono essere collocate per legge
all'esterno della casa o in appositi locali aerati ad esse destinati.
Particolari modelli, dotati di sistemi di protezione dagli agenti atmosferici,
possono essere sistemati sui balconi, anche al di fuori di armadietti o nicchie.
È possibile installare un
impianto di riscaldamento a camera aperta all'interno dell'abitazione solo
per sostituirne una dello stesso tipo già precedentemente installata, e sono
comunque vietati i bagni e le camere da letto.
Nel caso di una caldaia a camera aperta installata all'interno dell'abitazione,
oltre al collegamento dell'apparecchio alla canna fumaria, deve essere
realizzata un'apertura di ventilazione del locale di 0,4 mq.
Una superficie così estesa si giustifica se si considera che un metro cubo di
gas ha bisogno di 10-15 metri cubi d'aria per bruciare correttamente.
Più facile l'installazione delle caldaie a camera stagna, che possono trovar
posto in qualsiasi locale, compresi il bagno e la camera da letto, perché il
prelievo e l'espulsione dell'aria avviene direttamente dall'esterno.
Infine, le caldaie a bassa emissione di agenti inquinanti possono essere
installate con lo scarico a parete.
Caldaie a condensazione
Un utilizzo più razionale dell'energia è consentito dalle
caldaie a condensazione che permettono un notevole risparmio energetico e
producono un minore inquinamento: infatti le emissioni nocive si riducono fino
al 70 per cento. Il costo iniziale di questo tipo di caldaie è superiore del
30-40 per cento rispetto a quelle tradizionali, costo che si ammortizza
nell'arco di una stagione perché il rendimento è in media superiore del 10-15
per cento.
La tecnologia a condensazione è molto vantaggiosa per gli impianti a bassa
temperatura (quelli cioè a pannelli sottopavimento) e per quelli che utilizzano
radiatori di grande superficie.
Essendo totalmente a tenuta stagna, possono essere inserite in qualsiasi
ambiente domestico; è solo necessario prevedere un tubo di scarico dell'acqua di
condensa, che può essere convogliata sia nella rete delle acque nere o bianche.
I radiatori
Costituiscono la parte a vista dell'impianto di riscaldamento
e sono di vari materiali.
Quelli in ghisa hanno un ottimo rendimento e rilasciano gradualmente il calore:
ciò significa che se si apre la finestra per qualche minuto o se si interrompe
l'afflusso dell'acqua al radiatore, la temperatura dell'ambiente si mantiene
costante per lungo tempo.
Per la loro inerzia termica sono indicati negli impianti centralizzati e nei
vecchi impianti.
I radiatori in acciaio e in alluminio, invece, si raffreddano velocemente ma,
per contro, si riscaldano rapidamente, sono leggeri, facili da installare e di
ingombro ridotto. Sono particolarmente indicati per gli impianti con caldaia
autonoma e le seconde case, dove bisogna riscaldare in fretta l'ambiente appena
si rientra a casa.
Rispetto a quelli in alluminio, i radiatori in acciaio offrono una maggiore
varietà di forme.
Gli scaldabagno
Ecco alcuni consigli utili per l'acquisto forniti da Imq
(Istituto italiano del marchio di qualità) che, dopo aver eseguito test di
sicurezza sugli apparecchi, rilascia l'omonimo marchio.
- Gli scaldabagni alimentati a gas costano più di quelli
elettrici, ma il prezzo viene ricompensato dai costi d'uso più contenuti: la
fonte di energia è infatti più economica.
- Scaldacqua istantaneo o ad accumulo?
Dipende dal consumo di acqua.
Scegliete lo scaldabagno in funzione del numero dei componenti la famiglia e
delle consuetudini giornaliere.
Tenete conto che il primo fornisce acqua calda senza limitazioni, ma è soggetto
a variazioni di pressione dell'acqua.
Per evitare questo inconveniente è bene scegliere modelli con dispositivo di
variazione automatica di potenza (Vap) che permette di fornire acqua calda a
temperatura costante.
L'apparecchio ad accumulo, terminata la quantità di acqua calda del serbatoio,
impiega in media due ore per riscaldarne un nuovo quantitativo.
- Con lo scaldacquabagno, l'acqua, una volta aperto il
rubinetto, impiega qualche secondo prima di raggiungere la temperatura
desiderata (dipende da dove si trova l'apparecchio rispetto al rubinetto).
È bene quindi installare lo scaldabagno vicino al punto di utilizzo per evitare
inutili dispersioni di calore dell'acqua calda attraverso lunghe tubazioni.
- Sistema comune, calorie separate
Gestione autonoma del calore non significa necessariamente impianto autonomo.
In un condominio è infatti possibile realizzare notevoli risparmi energetici
ripartendo le spese del riscaldamento non sui millesimi, ma conteggiando il
calore effettivamente impiegato dai termosifoni.
Basta sostituire le tradizionali valvole con quelle termostatiche e in più
disporre di un apparecchio che conteggia il calore utilizzato.
Oggi, per legge, tutti i nuovi impianti devono essere dotati di valvole di
termoregolazione e sistemi di contabilizzazione del calore.
- Attenzione alla canna fumaria
Molto spesso si sostituisce una vecchia caldaia a tiraggio naturale con una
nuova, più efficiente, ma sempre di tipo "naturale".
In questo caso sarebbe necessario raddoppiare la sezione della canna fumaria per
garantire un corretto tiraggio ed evitare il pericolo di intossicazione da
ossido di carbonio, responsabile degli ancor numerosi casi di inquinamento anche
mortali.
Visto che allargare il camino è quasi sempre tecnicamente impossibile, è allora
consigliabile ricorrere a un modello a camera stagna, dotato cioè di ventilatore
che si fa carico di espellere i fumi all'esterno dell'ambiente.
- Impianti a gas e sicurezza: che cosa dice la legge
Al termine dei lavori di installazione e ampliamento dell'impianto,
l'installatore deve rilasciare una dichiarazione di conformità, in cui attesta
di aver realizzato le opere nel rispetto delle norme e dell'eventuale progetto.
Deve anche verificare il corretto tiraggio della canna fumaria.
• La caldaia o lo scaldabagno devono riportare il marchio di
conformità alle norme Uni-Cig ed essere accompagnati da un libretto di
istruzioni e dal libretto di impianto in cui si registrano le operazioni di
manutenzione.
• La responsabilità civile e penale dell'impianto è a carico
dell'utente (proprietario o inquilino) oppure, per i grandi impianti, può essere
delegata a un tecnico abilitato.
La nuova legge entrata in vigore nell'aprile del 2000 conferisce la
responsabilità del funzionamento del riscaldamento a una nuova figura
professionale, il tecnico manutentore che esegue le verifiche e si assume la
corresponsabilità della gestione dell'impianto.
• Al momento dell'installazione è necessario effettuare una
prova di combustione.
Una volta all'anno è richiesta una manutenzione generale: pulizia del
bruciatore, prova di tenuta, controlli dei dispositivi di sicurezza.
Ogni due anni bisogna eseguire la verifica del rendimento della combustione.
L'impresa che effettua la manutenzione (figura diversa dall'installatore) deve
redigere un rapporto annuale di controllo, controfirmato dal proprietario
dell'impianto, e deve inviarne inviarne copia all'ente competente, cioè al
Comune o alla Provincia.
Un contratto-tipo di manutenzione, che elenca tutte le operazioni obbligatorie,
è disponibile presso le sedi Adiconsum.
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